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Posts Tagged ‘Kapuscinski’

“Il signor Ferdusi, che ha trascorso una vita a contatto con l’arte e la bellezza, guarda alla realtà circostante come a un film di serie B proiettato in un vecchio cinema pidocchioso. “E’ solo questione di gusto” mi dice. ”L’essenziale è aver gusto. Se un po’ più di gente avesse un po’ più di gusto, il mondo sarebbe diverso. Tutti gli orrori…come menzogna, tradimento, furto, delazione si possono invariabilmente raggruppare sotto un unico denominatore: cose del genere le fa chi manca di gusto”.
Si ricordi che quel che ha permesso ai persiani di restare persiani per duemilacinquecento anni, quello che ci ha permesso di restare noi stessi malgrado tante guerre, invasioni e occupazioni, è stata la nostra forza spirituale, non quella materiale; la nostra poesia, non la tecnica; la nostra religione, non le fabbriche. Che cosa abbiamo dato al mondo? La poesia, la miniatura e il tappeto. Come vede, tutte cose inutili dal punto di vista produttivo. Ma attraverso di esse ci siamo espressi. Abbiamo dato al mondo qualcosa che non ha reso la vita più facile, però l’ha abbellita, sempre che una distinzione abbia senso. Per noi, per esempio, il tappeto è un bisogno vitale. Lei srotola un tappeto in mezzo a un deserto ardente, ci si sdraia sopra e si sente come in un prato verde.
Un tappeto dura per sempre, un buon tappeto mantiene i colori per secoli e secoli. Quindi anche vivendo in un deserto spoglio e monotono, lei vive in un eterno giardino che non perde mai colori né freschezza. Può anche sbizzarrirsi a immaginare i profumi, il mormorio del ruscello, il canto degli uccelli. E allora si sente bene, si sente importante, più vicino al cielo: si sente un poeta”.
 

R. KAPUSCINSKI, Shah-in-Shah, 1982

 

Quasi quasi domani mi regalo un mazzo di fiori, niente di più inutile per certi versi o, per altri, fondamentale pane per l’anima. Gattogino annuisce.

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