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Archive for the ‘cuccia’ Category

Ah, la Svezia!

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Promette bene la nuova casa di distribuzione indipendente “Bolero Film”: il primo titolo del listino è stato “L’ospite inatteso” ed ora sta per uscire (il 9 gennaio) “Lasciami entrare” di Tomas Alfredson, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.

Il film gira: caratterizzato da una estrema economia di espressioni ed omissioni di elementi superflui (la trama è scarna poco ci dice su come, da dove, e perché) con due piccoli attori protagonisti praticamente perfetti. Founder Award per il miglior adattamento letterario al Tribeca Film Festival 2008.

Una recensione anche sull’Espresso

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Qui nel celeste giardino

LA VITA CELESTE

Noi godiamo le gioie celesti,
quel che giù in terra è gioia, ci fu molesto;

di nessun mondano frastuono

s’ode qui in cielo il suono.

Tutto vive in pace dolcissima.

La nostra è una vita d’angeli,

e siamo in tutto felici,

danziamo e saltiamo,

balziamo e cantiamo:

San Pietro nel cielo ci guarda fisso.

Giovanni lascia l’agnello in libertà,
Erode il beccaio all’erta sta:
noi portiamo un paziente,
un innocente, un paziente,
un caro agnellino alla morte.
San Luca manda al mattatoio il bue,
senza pensarci troppo, senza scrupoli.
Il vino non costa un quattrino
nella celeste cantina;
gli angeli hanno messo il pane in forno.

Erbe buone e verdure d’ogni genere
crescono qui nel celeste giardino,
buoni asparagi, buoni fagiolini,
e tutto quello che più ci va a genio.
Pieni e pronti, ecco, son tutti i vassoi.
Ottime mele e pere, uve rare:
e gli ortolani, qui, lasciano fare.
E caprioli, e lepri, chi li vuole?
Dal mezzo della strada, le bestiole
corron dentro in cucina qui da noi.
E se un giorno di magro poi verrà,
tutti i pesci, con gioia,
a galla nuoteranno!

Dalla Quarta Sinfonia, IV movimento
MAHLER di Quirino Principe – ed.: Rusconi (I) 1983

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David Lynch telefona ad Aki Kaurismäki:
“Ehi, sto rielaborando una sceneggiatura di Gondry. Ci vuoi mettere le mani pure tu?”
“Bah?”
“Uhm… avrei bisogno di un contatto per dei provini da fare ad Oslo….”
“Io sono…finlandese.”
“Ehm… be’ vedi un po’ che puoi fare…”

“Lui è buono, vero gatto? Su, vieni qua…povero amore, povero amore senza nome. Ma io penso che non ho il diritto di dargli un nome, perché in fondo noi due non ci apparteniamo, è stato un incontro casuale, e poi, non voglio possedere niente, finché non avrò trovato un posto che mi vada a genio. Non so ancora dove sarà, ma so com’è…”

“…No, le paturnie sono orribili, è come un’improvvisa paura di non si sa che. E’ mai capitato a lei?…”

Gattogino, dalla doppia anima, si acciambella sul divano: con il primo si incuriosisce, con il secondo sogna…(ci sono un gatto rosso e due vicini di casa…) aspettando l’anno nuovo!

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