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Archive for the ‘artigli’ Category

…Ieri è stata calpestata, ignorata, maltrattata. Non hanno importanza i titoli accademici, la bella presenza, l’eloquio studiato, la buona educazione di famiglia…questa è forma senza sostanza se è vero che,  ieri, l’uomo senza dignità, senza onore e senza cuore, ha affidato alla freddezza di una pagina elettronica il calore fastidioso di un saluto, perché definitivo. Oppure questa è  forma che è anche sostanza. Fortunatamente il destino mi ha salvato da tale sostanza; in un altro momento la forma, senza sostanza, mi avrebbe ingannato.

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 Penso che tu non capisca,

che tu non voglia capire.
Penso che tu non voglia veramente conoscermi.
Di me ti interessa altro.
Per me, a volte, “altro” non è soprattutto la conoscenza reciproca nell’intimità. E’ importante, ma non necessaria, se manca tutto il resto.
Per me vengono prima:
desiderio di sentire,
piacere di vedersi, di riconoscersi,
tenerezza e sorpresa reciproca,
condivisione…solo alcuni aspetti che mi tornano in mente, forse non i più fondanti, in una relazione…
non temere, anche solo di…amicizia.
Sei per me un buon esercizio di ascolto e di rispetto, anche se mi riesce poco in verità.
Ti osservo, cerco di non chiedere, capisco il tuo desiderio di essere accettato per quello che sei.
Piacerebbe anche a me essere accettata e ascoltata in qualche desiderio espresso, in qualche aspettativa non velata
(perché sì…io qualche bisogno ce l’ho, non sono del tutto “invulnerabile” e per una volta sono riuscita ad esprimere questi miei bisogni senza tanti giri di parola).
Penso anche però che, purtroppo, ciò che siamo non ci va bene. Forse a una certa età non ci si va più bene. Forse ci  vuole un sentimento speciale di cui non aver paura. Forse. Io non sono più capace di provarlo quel sentimento impronunciabile. Non so.
Tutte le tue citazioni classiche non riescono a mascherare la mancanza di curiosità dell’altro, una certa aridità, che mi rattrista.
Scusami, sono dura. Anche per me vale “prendere o lasciare” per quello che sono.
Non mi piacciono i sensi unici.
Ciò che vale per te, vale anche per me.

 

Gattogino passa, si struscia con il capo, sfiora con la coda i miei pensieri, lancia un’occhiata veloce alla sua pagina e mi si accuccia in grembo.

Questa è tranquilla incoscienza felina. Bravo gattogino, fai le fusa e non pensare, ché è meglio…o sono questi i tuoi pensieri di felicità?

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Anticipazioni

Ecco tutte le scissioni di Rifondazione del 2009:

GENNAIO RPS si scinde in RSAS (Rifondazione per la sinistra a sinistra) e in RPSVS (Risoluzione per la sinistra verso sinistra).

FEBBRAIO RSAS si scinde in RPR (Rivoluzione per la Risoluzione) e in RPP (Rifondazione per la Popolazione).

MARZO RPVS si scinde in RDSV (Rievocazione della sinistra Vera) e in RSVP (Répondez, s’il vous plait).

APRILE RDSV si scinde in RDN (Riparliamoci di nuovo) e in RDNS (Riparliamoci di nuovo a sinistra).

MAGGIO RSVP si scinde in RSVPMGD ( Répondez, s’il vous plait mais à gauche) e in NRPP (Ne repondé pas plus).

GIUGNO – LUGLIO – AGOSTO vacanza.

SETTEMBRE RSVPMGD ( Répondez, s’il vous plait mais à gauche) si scinde in GFPS (Giusy Ferreri per il socialismo) e in TSLPNC (Tutto sommato la Pausini non è un cesso).

OTTOBRE Rivoluzione d’ottobre.

NOVEMBRE GFPS si scinde in ANLCSAIUI (A novembre la città si accende in un istante) e in ANLCSAIUIC ( A novembre la città si accende in un istante compagni!)

DICEMBRE Buon Natale Compagni!

da “Diario”, febbraio 2009

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Ci sono momenti della propria vita in cui sarebbe proprio necessario far emergere questo potente e, per certi versi, salvifico personaggio archetipico interiore.

Per essere in grado di lasciare andare, di aprirsi al nuovo, di tagliare i rami secchi o anche solo-avendone il coraggio-i rami verdissimi di un’ innocente pianta sul ballatoio dell’ultimo piano.

Sono mesi che scavo con il pensiero per tirare fuori dal blocco la sua immagine: dapprima era solo grande rabbia, rancore, a volte vera e propria furia. Le sue forme non erano chiare.

Adesso, da qualche settimana, so cosa sta emergendo. E’ là, in attesa che gli faccia spazio, che l’azione dello scalpello lo liberi dai vincoli in cui l’ho trattenuto finora. Mi servono non morbide gradine, ma un feroce compressore che anestetizzi con il fragore incessante della sua opera, la sofferenza della distruzione.

Ho bisogno poi che il distruttore diventi mio alleato, per riconoscere la necessità della rinuncia, senza rifiutarne il dolore.

Sì come per levar, donna, si pone
in pietra alpestra e dura
una viva figura,
che là più cresce u’ più la pietra scema;
tal alcun’opre buone,
per l’alma che pur trema,
cela il superchio della propria carne
co’ l’inculta sua cruda e dura scorza.
Tu pur dalle mie streme
parti puo’ sol levarne,
ch’in me non è di me voler né forza.

Michelangelo Buonarroti

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Povere mie parole

“Noi abbiamo dei grossi problemi”…

Povere mie parole
Stracci, o frecce di sole?

Giorgio Caproni

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Il gatto lo sbatto

Mi dicesti “Cosa puoi aspettarti da me? Solo qualche scopata”

E’ passato del tempo: ho pensato, ho amato, mi sono guardata intorno, ho sofferto, ho pianto, mi sono presa cura, ho detto basta, ho ricominciato, ho riso, ho camminato, mi sono seduta, ho aspettato, non ho più aspettato, ho letto, ho bruciato, ho conservato, ho sperato, ho disperato, ho litigato, ho dato spazio, tanto, alla rabbia…ho vissuto, ho vissuto la mia storia, solo mia.

La tua-hai detto-non è mai cominciata.

Insieme evidentemente non abbiamo costruito niente, solo qualche scopata, davvero qualche.

Stamattina, ancora il pallore dello spavento, per le tue parole, non se ne va.

Stamattina, ancora, la telefonata angosciata di una donna a cui l’uomo che ama, ha tolto la speranza di guarire; eppure lui, a modo suo, la ama.

Vorrei essere sotto una coltre di neve, la stufa accesa…risvegliarmi a primavera inoltrata. Invece qui ci sono sole e luce, e caldo. E non ditemi che la primavera comincia adesso.

Il gatto
lo sbatto
lo strillo…
lo scaccio
lo schiaccio
lo scrollo…
lo sbratto
lo sbrutto
lo sberlo…
ma al topo
non torco
un capello.

Toti Scialoja

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