Oggi, di mattina presto, ho fatto un giro, non so se proprio al di là del fiume… forse in un certo senso sì. Era giornata di partenze, oggi, dal Parco dei Tigli. Nelle stanze atmosfera di letti disfatti, valige da riempire, mani da stringere, sguardi da imprimere nel ricordo, parole ultime da scambiare. Non so se c’era l’allegria del ritorno a casa. Di sicuro aleggiava una pacata mestizia per l’abbandono di un luogo di rifugio per settimane, per mesi; un luogo in cui ritrovare la strada e il coraggio per riattraversare la soglia. E in quei giorni anche luogo di incontro di sofferenze diverse, o uguali, senza età.
Dopo l’ultimo saluto e l’ultimo abbraccio, un altro ancora. Non ha nome, è una figura esile esile, vestita di nero dal capo ai piedi, giovanissima, il volto diafano incappucciato, un luccicone di lacrima quando, salutando la mamma, con pudore rivolta a noi mormora “tenetevela cara…”
Ho pensato a questi incontri che avvengono al di là della soglia, da cui noi, al di qua, restiamo definitivamente esclusi. Qualcosa che appartiene solo a loro e che ha il sentore di qualcosa di grande, di speciale, di magico…
Oggi, qui, niente sole, ma…
La nebbia arriva su zampine di gatto.S’accuccia e guarda la città e il porto sulle silenziose anche e poi se ne va via.
Carl Sandburg

ma certo: tu non sei una che sta ferma w gattogino neppure.
so che non si può consolare la malinconia, ma avere qualcuno che ti sta accanto, vicino o lontano che sia, a me fa bene.
e più me ne ha fatto in passato.
ciao..come stai?
gattogino scultore (terzo anno serale di scultura all’ist d’arte, una delle tante follie…) è appena rientrato dal laboratorio che profuma di cirmolo, di legno intagliato e di idee fantasiose, sì, anche le idee-ho scoperto-hanno un odore, odorano di buono…in genere. Sto meglio, un po’ più rasserenata, ma non bastevole del tutto a me stessa. Non so nemmeno se sia possibile, se sia giusto…mhh per me questa totale bastevolezza non va bene. Almeno in questa stagione della vita. La settimana scorsa riflettevo sulla maternità…Sono orfana di libro, conclusa la lettura di Venuto al mondo, una scrittura che in fondo a me ha parlato soprattutto di questo. Ho incrociato persone e idee che mi hanno ricondotto a questi pensieri e, insomma, mi veniva da chiedere alla blogsfera “ma siete tutte mamme?”
Ieri mi sono concessa lettura davanti alla stufa di “Spingendo la notte più in là”. Sono andata a letto serena. gattogino in questi giorni ti ha pensato.
…Ho appena letto il tuo post…telepatia…
non siamo tutte mamme. l’importante è non esserlo per scelta, secondo me. per scelta personale, intendo. non perchè all’uomo con cui stai non va di fare figli.
non è obbligatorio sentirsi realizzate tramite la maternità, anzi ci sono donne madri per forza che sono pessime mamme, e donne che non hanno partorito ma fanno da madri a bambini di altre donne.
per me era importante vivere la maternità..e te l’ho anche scritto : probabilmente lo sarei diventata anche da sola, senza un padre.
nessuno si basta in assoluto : però si basta quel tanto che permette di prendere le distanze da chi non ci vuole.
da quando ho imparato a bastare un pochino a me stessa ho trasmesso agli uomini attorno a me questa sicurezza e loro non sono spaventati da cristina..
neanche quello con cui ho una storia da sei anni : non gli ho mai chiesto di separarsi (ne mi interessa), ho dormito con lui un paio di volte e ho deciso che da sola dormo molto meglio e quindi lo spedisco a casa alle 2 del mattino, facciamo belle cose insieme, andiamo a cena, al cinema, a letto, a vedere mostre, parliamo tantissimo…ma ognuno ha i propri spazi sacri.
probabilmente lo amo. e lui ama me.
non gliel’ho mai chiesto. ne lui a me.
glielo dirò quando questa storia finirà
e quando lui lo dirà a me
gli risponderò di averlo sempre saputo.
adesso lavoro..
eh, la maternità…..io l’ho voluta, fortemente, ma sapessi che fatica, che fatica immane, e com’è difficile, sempre più man mano che passa il tempo…. la tua vita aumenta in complessità, ogni loro difficoltà diventa tua ma moltiplicata. più figli più problemi, sta bene uno e se ne scombina un altro. senza fine. e mentre tu puoi fare la pace con te stessa e cercare una soluzione o uno sfogo ai tuoi problemi, con quelli dei figli puoi fare poco o nulla, quindi porti questo peso sulle spalle e basta….
non idealizziamo questa cosa, ne ha di lati oscuri….